Direzione didattica di Pavone Canavese

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INTERCULTURALITA’, educazione interculturale

 

Per educazione interculturale (entro una società multiculturale), sulla scorta della Circolare Ministero Pubblica Istruzione 205/90, si intende quanto segue:

"….. l'educazione interculturale è condizione strutturale della società multiculturale. Il compito educativo in questo tipo di società, assume il carattere specifico di mediazione fra le diverse culture di cui sono portatori gli alunni: mediazione non riduttiva degli apporti culturali diversi, bensì animatrice di un continuo, produttivo confronto fra differenti modelli.

L'educazione interculturale avvalora il significato della democrazia, considerato che la diversità culturale va pensata quale risorsa positiva per i complessi processi di crescita della società e delle persone. Pertanto l'obiettivo primario dell'educazione interculturale si delinea come promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme. Essa comporta non solo l'accettazione ed il rispetto del diverso, ma anche il riconoscimento della sua identità culturale nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione, di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento.

…. L'educazione interculturale, pur attivando un processo di acculturazione, valorizza le diverse culture di appartenenza. Compito assai impegnativo perché la pur necessaria acculturazione non può essere ancorata a pregiudizi etnocentrici. I modelli della cultura occidentale non possono essere ritenuti come valori paradigmatici, e, perciò, non possono essere proposti agli alunni come fattori di conformizzazione…"

La definizione fornita dai documenti ufficiali del Ministero della Pubblica Istruzione implica (anche se non vi è ancora sufficiente consapevolezza al riguardo) un mutamento di paradigma educativo. Del resto II tentativo di rinnovamento che scuote la scuola italiana definisce appropriatamente un "processo di rifinalizzazione" e "ripensamento organico del complesso dei compiti della scuola". Il suo fine è "colmare il divario umano frutto del ritardo evolutivo della nostra specie" dando corso ad una "paideia per il nuovo millennio" che può (e questo potere dipende anche dai processi formativi) essere "solidale, multiculturale", democratico (nota 1).

Per Duccio Demetrio: "L’interculturalità non si palesa se non laddove ‘qualcuno’ (persona o ente) si ripromette di stabilire un contatto diretto tra i diversi mondi, i punti di vista, le concezioni religiose. Per tale ragione l’interculturalismo non può che essere un movimento ideale e d’opinione, e interculturale non può che dirsi ogni incontro, contatto o occasione che suscitino forme e manifestazioni comunicative fondate, ancora una volta, su tre direttrici salienti:

 

Note

(1) cit. da DM 58/96 ma si veda anche il documento "I contenuti essenziali della formazione di base", Commissione dei Saggi, 20 marzo 1998

2) D. DEMETRIO, Pedagogia interculturale e lavoro sul campo, in D. DEMETRIO- G: FAVARO, I bambini stranieri a scuola, La Nuova Italia, Firenze, 1997 pp 25-26