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07/02/2010
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Le loro parole e le nostre, di Marina Boscaino e Marco Guastavigna
La scrittura come terapia. In quest’ultimo anno e mezzo abbiamo provato – noi come molti altri – a fare tutto ciò che era nelle nostre possibilità per segnalare disagio, illegittimità, pericolo di quanto stava succedendo alla scuola. Ci siamo trovati insieme, nelle mobilitazioni, nel confronto sul web, nei convegni. Abbiamo indagato, studiato, motivato le nostre affermazioni, le nostre denunce. La scuola non attira, non ha appeal. La dimensione della violazione dei diritti collettivi non rappresenta più un motivo di indignazione, nemmeno tra gli insegnanti. Per questo non ci resta che scrivere, a quattro mani, a 2 teste, per trasformare il senso di impotenza che ci deriva dall’arroganza e dall’ignoranza - che vanno quasi sempre di pari passo- di chi ci governa, non solo in testimonianza, commento, ma documentazione. (continua)
I consigli di Istituto nell'era delle scuole indebitate, di Stefano Stefanel NEW
Le loro parole e le nostre, di Marina Boscaino e Marco Guastavigna NEW
Ancora sulla CM n. 2. A chi si riferisce il 30% ?, di Aluisi Tosolini NEW
La CM n. 2 sulla integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana, di Aluisi Tosolini
Se 30 ore vi sembrano poche. Un dibattito serio sui quadri orari dei licei, di Pasquale D'Avolio
Il grave problema degli stranieri a scuola, di Stefano Stefanel
Convegno sulla Giornata della Memoria (Torino, 27 gennaio 2010)
Esiste un modo intelligente per dare i numeri ? di Rodolfo Marchisio
Il rapporto tra valutazione formativa e formazione della cittadinanza, di Rodolfo Marchisio
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