20.08.2009
Le attività svolte presso la scuola primaria di Banchette
Il 2009 è stato denominato dalla
comunità scientifica “Anno Internazionale di Astronomia” proprio per ricordare
il 400° anniversario delle prime osservazioni di Galileo, iniziate proprio nella
primavera del 1609 e che aprirono, allo scienziato pisano e a tutto il mondo
intellettuale contemporaneo e delle epoche successive, le porte dell’universo, e
che gettarono le basi del metodo scientifico e dell’astronomia moderna.
A partire dalla luna, Galileo iniziò a scrutare con il suo strumento gli astri
più luminosi: poche settimane dopo i paesaggi lunari, scoprì i satelliti che
ruotano intorno a Giove, poi le fasi di Venere (che dimostrarono allo scienziato
che il pianeta ruotava attorno al Sole), dando una prova decisiva al sistema
eliocentrico proposto da Copernico.
Ma ancora più rivoluzionaria era l’evidenza, via via crescente, che la Terra
stessa era solo un pianeta come tanti. E che non era il centro fisso di tutto,
ma era libera e alla deriva in uno spazio incredibilmente vasto.
Con l’osservazione diretta, il modo in cui si conosceva il mondo stava passando
da quello basato sulle storie a quello basato sulla realtà. Queste
argomentazioni avrebbero condotto Galileo all’arresto, all’incarcerazione e a
farne un martire di una nuova era del pensiero, un’era che avrebbe portato
l’umanità a guardare il cielo senza mai più aver paura di infastidire le
divinità “celesti”.
Ma cosa vedeva effettivamente Galileo? L’idea di osservare il cielo con uno
strumento il più possibile simile al cannocchiale di Galileo sarebbe stato come
“riscoprire” ciò che pensò il celebre scienziato, ripercorrendo le sue
osservazioni e la sua sorpresa nello scoprire nuovi mondi.
Nasceva così l’idea di realizzare un modello da “montare” insieme ai bambini,
spiegandone al tempo stesso il funzionamento e l’applicazione pratica.
Per la realizzazione del celebre cannocchiale galileiano sono necessarie,
riducendoci all’essenziale, due lenti aventi una forma precisa, un sistema di
tubi per il fissaggio delle lenti ed una montatura in asse per il puntamento e
l’inseguimento degli astri. Anche se una ricostruzione perfettamente identica
delle ottiche del cannocchiale di Galileo avrebbe richiesto una spesa eccessiva
(lenti di quel formato non sono reperibili in commercio e si dovrebbero ordinare
nelle officine ottiche), si sarebbe però potuto ricostruirne l’ottica e la
funzionalità del modello originale.
Sono state effettuate delle “prove” per la messa a fuoco e per determinare la
lunghezza focale, ovvero la lunghezza del tubo dello strumento, e i bambini
hanno potuto in questo modo sperimentare le varie combinazioni tra le lenti e
“provare” lo strumento su oggetti “terrestri”.
La prova del telescopio su oggetti celesti, fortunatamente coadiuvata dalle
buone condizioni atmosferiche, ha raccolto un gran numero di interessati (vedi
foto) che hanno scrutato negli oculari di 4 telescopi di vario diametro e
capacità, tra i quali anche il “nostro” galileiano, che ha dato il meglio di sé
nell’osservazione della Luna, montato su una montatura in asse equatoriale. In
un clima di grande interesse e partecipazione, bambini e genitori (ed
insegnanti) hanno potuto così ammirare in dettaglio e con i propri occhi alcuni
“gioielli” del cielo quali Saturno con l’anello e due suoi satelliti (uno era
Titano), la costellazione di Orione con la sua celeberrima Nebulosa M42, gli
ammassi stellari del Perseo, i crateri ed i mari della Luna, anche con telescopi
più potenti tra cui uno di 30 cm di diametro.
Un’esperienza entusiasmante, un modo per far scoprire ai nostri bambini quanta
strada è stata percorsa a partire da quel piccolo “tubo” di cartone e vetro, un
strada che ha compiuto 400 anni e che non ha ancora minimamente esaurito le sue,
è proprio il caso di dirlo, infinite risorse.
Per chi fosse interessato a ripetere l’esperienza, nel Sito dell’Istituto e
Museo della Scienza di Palazzo Castellani di Firenze, nella pagina
http://brunelleschi.imss.fi.it/esplora/cannocchiale/dswmedia/esplora/iesplora1.html
si può trovare un magnifico 3D dell’originale cannocchiale di Galilei
(smontabile in tutte le sue parti) ed un interessante “sguardo” sugli oggetti
più studiati dallo scienziato pisano e come si vedrebbero con il suo strumento.
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