15.09.2002
Caro babbo di scrivo...Caro babbo,
ti scrivo dal mare. Sono le mie "lunghe vacanze", dopo lesame di stato, prima di non so ancora bene cosa (mi piace questa fase di passaggio, splendidamente vuota, un po come in quel film di cui mi hai parlato, dove uno era felice solo mentre si trasferiva da unisola a unaltra, sui traghetti; mai quando si era sistemato. Io devo essere un po così, e anche i miei amici - ma tu non dire la mia generazione per favore).
Lesame è stato un vero incubo, una roba tutta crediti, bande doscillazione, bonus e domandine, che non centra nulla con me - neanche con te, credo.
Ti immagino furioso in questestate berlusconiana di colpi di stato quotidiani, per squallidi interessi privati - ma cè unItalia che conosce solo interessi privati, dunque non aspettarti grandi crolli nei sondaggi: le maggioranze sono quello che sono. Io non ci ho mai contato gran che.
Ti ci era voluto tanto per affezionarti allo stato liberale ("borghese" dovevi chiamarlo quando avevi la mia età) e ora te lo distruggono tranquillamente sotto gli occhi; ti tocca rivalutare i vecchi democristiani e sperare in Casini... Praticano lillegalità, il primato della politica, giustificano tutto con la volontà popolare: mi sa che sono loro i veri bolscevichi. (Noi come sai diciamo di essere moltitudine: non siamo un popolo da "guidare" o da rappresentare, né una plebe da comprare e divertire).
Penso che nella scuola, a settembre, ci sarà un bel po da fare. (Ma impara anche un po da noi babbo; non cercare solo la resistenza - solo? stai già pensando - voglio dire cerca un po anche di esistere, per conto tuo: anzi con i tuoi studenti, i tuoi colleghi. Cercate di essere felici, politicamente, facendo unaltra scuola piuttosto che addestrando ai crediti o preparando alle merci).
E chissà che questautunno non ci ritroveremo da qualche parte - come lanno scorso dopo Genova, o come questanno a vedere i palloncini che si alzavano in cielo da Piazza Alimonda, anzi Piazza Carlo Giuliani, che poteva essere tuo figlio.
Stai tranquillo che noi non saremo violenti, anche senza grandi dichiarazioni. Proprio perché ce nè già troppa di violenza nel potere. Saremo come diversi e ingestibili bambini e bambine che giocano a un altro gioco (noi li smontiamo certi giocattoli-lager per adulti, mica li facciamo esplodere) e si raccontano un altro film (non di guerra, più o meno damore. Di vita). Dirai che ho una sbandata mistica religiosa, che parlo come un cattolico. E che cè bisogno di senso, e di etica. Leopardiana. E non cè più fratellanza se siamo tutti orfani di qualche dio?
Ci troveremo questo autunno tu con la tua Grande Battaglia sindacale e politica (come in Francia nel 95, mi dici). Di società civile. E io con unaltra idea di società e di civiltà. Ci ritroveremo comunque, con o senza bandiere. Sarà bello.
E poi fra quattro anni (quando forse la Fiorentina tornerà in serie A - lo so che anche questo ti ha fatto soffrire) insieme ci libereremo anche di questi mostri "democratici" del denaro.
Ci sarà da rimettere un sacco di roba a posto - ma io direi da cambiare di posto e da buttare: bisogna fare spazio, non arredare tutto, se vogliamo inventare qualcosa. Vivere.
Sarà una bella festa, babbo.