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Nonna Maria racconta...

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Maria è l’arzilla bisnonna di una nostra compagna; ieri ci ha raccontato alcuni fatti successi a Lessolo e a Fiorano durante la guerra.

 

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Quando lei andava all’asilo, ogni bambino portava una bottiglietta di latte per fare la minestra e una mela che le suore mettevano a cuocere sulla stufa di mattoni. Questo era il pranzo.

 

Parlando della guerra, mi ha molto colpito il momento in cui suonavano le sirene d’allarme; ciò significava che gli aerei stavano arrivando per bombardare. I civili scappavano lontano dai centri abitati e si rifugiavano nelle campagne. Chi restava indietro, si buttava a terra, si copriva il capo con le mani e sperava di non essere colpito.

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Io ricordo con particolare emozione, il momento in cui nonna Maria ha rischiato di morire. Scendendo dalla collina, dove era andata ad avvisare i partigiani, è stata fermata insieme ad un suo amico, buttata a terra e poi condotta sul sagrato della chiesa per essere fucilata.
Si è salvata, perché qualcuno ha distratto i soldati ed è così riuscita a fuggire.

 

 

A Lessolo c’è una via che porta il nome di Arduino Casale. Costui era un giovane ragazzo del paese; quel giorno si recò ad Ivrea con un amico di Fiorano, Pistono Ercole, ad aspettare le fidanzate. Transitando in bicicletta per il Borghetto, sono stati fucilati alle spalle. In questo luogo c’è ancora una lapide che ricorda il massacro.

 

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È stato un pomeriggio particolarmente interessante e coinvolgente e, come
dice nonna Maria, speriamo che tutto ciò non accada mai più.

Classe quinta di Lessolo

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