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(24.08.2005)

Conoscenza e diritti... d'autore- di Marco Guastavigna

 

Prima di tutto il business! Leggiamo che le pressioni delle case editrici hanno convinto Google a rimandare a novembre (ma qualcuno teme e qualcun altro si augura a fermare) il suo progetto di creazione di una biblioteca virtuale.

Molti editori rivendicano infatti una soluzione a loro favorevole della questione dei diritti d'autore.

Devo dire in tutta onestà che, quando avevo letto sui principali quotidiani nazionali dell'idea, mi ero chiesto come fosse stata affrontata la questione (che ingenuamente davo per risolta).Mi era infatti venuta in mente l'antipatica posizione assunta qualche tempo fa da alcuni editori di fronte alla decisione di alcuni volontari di scansionare una serie di libri in modo da renderli disponibili attraverso la sintesi vocale. Anche allora era stato rivendicato dagli editor il diritto d'autore, il copyright, la cui miglior traduzione non letterale resta "divieto di riproduzione non autorizzata", nella quale (sarà un caso?) la parola "diritto" non compare più e la cosa era stata risolta con una negoziazione sugli oboli da versare.

Mi sono consolato in due modi.

In primo luogo perché Google non cessa mai di stupire per la sua capacità di iniziativa. Tra le ultime novità troviamo infatti un acceleratore delle ricerche, la versione aggiornata della famosa Toolbar, finalmente disponibile anche per Mozilla, e la possibilità di fare ricerche con tutte le funzioni avanzate in prima vista su un’unica pagina.

Soprattutto perché in questo periodo sto ragionando sulle Creative Commons Public Licenses, un modo di concepire il rapporto tra autore e fruitore dell'elaborazione intellettuale che si impernia sul concetto di Open Content, più coerente dal punto di vista socioculturale prima ancora che giuridico con l'idea della collaborazione e dell'apprendimento cooperativo.

Nate come sviluppo del "copyleft", concetto nato negli ambienti intellettuali dell'Open Source per sancire anziché i divieti imposti unilatermante agli utenti i loro effettivi diritti, le CCPL combinano in modi diversi 4 opzioni fondamentali: attribuzione (o meno) della paternità all’autore originario dell’opera; facoltà (o meno) da parte dei fruitori di realizzare opere derivate e modifiche; possibilità (o no) di utilizzare l’opera per  scopi commerciali; applicazione (o no) alle opere derivate della medesima licenza scelta all’inizio dell’eventuale filiera.

Collegandosi ai siti del progetto, tra cui quello italiano, ciascuno può scegliere la licenza che più gli conviene. Ci sono anche i primi motori di ricerca che agiscono su materiali CCPL, Creative commons find e Creative commons search.

Licenza Creative Commons
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