Direzione didattica di Pavone Canavese

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Scheda di lettura su

ALESSANDRO BOSI
La corte dei miracoli. Quattro passi per le strade di Parma.
Parma, Battei, 1998, pp. 143

 

Bosi, docente di Sociologia dell’educazione presso l’università di Parma e membro della Commissione interculturale del MPI, affronta con questo saggio la parte "teorica" di una successiva ricerca etnometodologica da condursi sul concreto della città di Parma.

L’ipotesi dalla quale parte Bosi è che " movimenti quotidiani delle persone nello spazio urbano siano osservabili e, se documentati, possono dirci cose interessanti sulla cultura della loro città. Lo studio delle interazioni sociali nello spazio urbano è uno dei possibili approcci per risalire all’organizzazione della città, ai concetti che ne guidano lo sviluppo e al suo grado di vivibilità" (pag 11).

L’impianto teorico, chiaramente riferibile a Erwing Goffman, permette a Bosi di "attraversare" la città (con predilezione per il traffico, visto come paradigma della città contemporanea) con occhio attento ad annotazioni di grande ricchezza.

La città attraversata da Bosi non è più quella descritta da Martinotti (Metropoli, Bologna, Il Mulino, 1993) ma è già più complessa, postmoderna, multiculturale, ad arcipelago, senza centro né prospettiva facilmente osservabili. Una città attraversata-vissuta da nuove tribù, da nuove culture, da "alterità" che chiedono nuova progettualità.

Ed è convizione di Bosi (che da anni lavora ad un progetto definito "Città di culture") che proprio nelle città (e nelle città d’arte in primis) sia possibile un progetto di nuova polis. Del resto le città d’arte sono tali proprio perchè nel tempo e nello spazio hanno saputo far convivere pluralità di vissuti, esperienze, storie.

Così una delle più importanti questioni del tempo della globalizzazione trova una ipotesi di soluzione: la globalizzazione mette in crisi gli stati nazionali ma non potrà certo prescindere dal luogo definito "città". Luogo necessariamente multiculturale. Micromondo che rispecchia il macromondo. Locale che è interfaccia del globale. Glocal, appunto.

a.t.